(DIRE) Roma, 15 set. - "L'Associazione medici cattolici italiani
(Amci), alla vigilia della ripresa della discussione parlamentare
sul ddl Calabro', alla luce della propria competenza medica e dei propri convincimenti etici, apprezzando il lavoro fin qui svolto,
desidera ribadire alcune considerazioni ritenute utili al
prosieguo dell'iter legislativo". E' quanto si legge nel
comunicato divulgato dall'associazione e sottoscritto dal
presidente Vincenzo Saraceni, dai vicepresidenti nazionali Aldo
Bova, Stefano Ojetti, Chiara Mantovani e dal segretario nazionale
Franco Balzaretti. La nota continua: "Alimentazione e
idratazione, anche parenterali, quando raggiungano il fine per
cui vengono somministrate, ovvero apportino liquidi e sostanze
nutritive utilizzabili dall'organismo, rappresentano la doverosa
ed ineludibile cura dovuta a ciascun essere umano". E ancora:
"Nessun medico puo' essere obbligato a mettere in atto o a
sospendere una terapia contrariamente al proprio convincimento
clinico ed etico. Le volonta' del paziente, ben conosciute in un
corretto rapporto di alleanza terapeutica, sono sempre da tenersi
in profonda e rispettosa considerazione, ma non possono essere
mai obbliganti, stante la liberta' di cura del paziente assieme
alla indipendenza del curante". Il comunicato poi prosegue
sottolineando che "i medici sono consapevoli dell'intrinseco
errore insito sia nell'accanimento che nell'abbandono
terapeutici, atti ben definibili dalla scienza e dalla clinica
medica, e ancora una volta ne sottolineano la lontananza da un
adeguato e corretto esercizio della professione". In conclusione
l'Amci "si augura che sia approvata presto una legge che eviti
indebite ingerenze ideologicamente volte a far entrare nella
prassi e nelle mentalita' la liceita' dell'eutanasia, attiva o
passiva, mentre auspica che aumenti sempre piu' il dialogo franco
tra competenze mediche e aspettative dei pazienti, vero terreno
di feconde intese e reciproca fiducia nella stessa societa'
civile".


