Curare la dipendenza patologica da internet, ovvero, i disturbi del comportamento ossessivo verso il web. È questo l’obiettivo dell’ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder che ha iniziato l’attività ieri, all’interno del Day hospital psichiatrico del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma. Per i programmi di riabilitazione l’attività degli psichiatri del Gemelli si avvale della collaborazione dell’Associazione “La Promessa”.
Carattere distintivo della nuova attività ambulatoriale per la dipendenza da internet è la multidisciplinarietà e l’integrazione degli interventi verso il paziente. In particolare, il protocollo di intervento è strutturato in tre passi: si comincia con un colloquio iniziale per confermare o meno la diagnosi di dipendenza, si prosegue con incontri successivi per individuare la psicopatologia sottostante, eventualmente contenuta con un’appropriata terapia farmacologia per terminare con l’inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione. L’ambulatorio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30. Per accedere alla prima visita occorre prenotare telefonicamente, contattando i numeri 0630154332-4122.
La prevalenza di questa dipendenza nella popolazione generale appare in aumento soprattutto nei giovani che vanno poi a coinvolgere le famiglie, su cui ricade il carico soggettivo e oggettivo del disturbo psichico. Si stima che circa il 10% degli utenti di Facebook rischia di diventarne dipendente. Per lo psichiatra del Gemelli Tonioni si distinguono 5 sottotipi di dipendenti da internet: il cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia), il cyber-relational addiction (social network), il net-compulsion (gioco d’azzardo, shopping e commercio on-line), l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e il computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi “virtuali” o “di ruolo”).
Ai sintomi della dipendenza si associano schematicamente altre sette caratteristiche: la perdita delle relazioni interpersonali; le modificazioni dell’umore; le alterazione del vissuto temporale; la cognitività completamente orientata all’utilizzo compulsivo del mezzo; il “feticismo tecnologico”, cioè la tendenza a sostituire il mondo reale con un oggetto artificioso con il quale si riesce a costruire un proprio mondo personale e in questo caso virtuale; la deprivazione del sonno; i problemi fisici di varia natura come il mal di schiena, l’affaticamento oculare, la sindrome del tunnel carpale.
da Sanità news
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