Si chiama I.S.E.F. ( Indicatore di Situazione Economica Familiare) la nuova scala di equivalenza adottata ed approvata in questi giorni dal Comune di Lecco, il primo in tutta Italia ad avanzare questo tipo di proposta e sperimentazione, con l’augurio che sia adottata in futuro anche a livello nazionale. Questo nuovo indicatore della situazione economica familiare, che entrerà in funzione nel mese di febbraio, è stato ricavato dal calcolo dell’I.S.E. ed attribuisce, contrariamente a prima, ‘pesi’ ai singoli componenti della famiglia decisamente più corrispondenti a quelli che sono i costi che le famiglie devono sostenere. Essendo un nuovo indicatore, il calcolo potrà essere effettuato esclusivamente negli uffici dell’Assessorato famiglia e Servizi alla Persona e potrà essere utilizzato solo ed esclusivamente per le rette asili nido. “Si tratta di una svolta epocale, - ha commentato Angela Fortino, assessore alle politiche sociali e alla famiglia del Comune di Lecco - la modifica delle rette approvata dalla giunta è frutto di un lungo lavoro nato dalle continue richieste avanzate dalle famiglie interessate”. Un cambiamento sostanziale si registrerà anche per quanto riguarda le rette minime e massime fino ad ora previste. La retta massima diminuisce di circa 100 euro, passando da 565 euro a 480 euro, mentre quella minima viene aumentata di 15 euro, toccando i 140 (comprensiva di buono pasto) contro i precedenti 125. Si manterrà inoltre intatta e invariata la retta sociale di 90 euro, istituita a fronte di difficoltà di ogni genere. Due sono state quindi le operazioni effettuate con l’introduzione dell’I.S.E.F. : rette massime abbattute e maggior considerazione nei confronti dei nuclei famigliari numerosi. Di seguito si riporta la tabella con i parametri della scala di equivalenza in rapporto ai componenti del nucleo familiare, a cui è stata aggiunta la colonna I.S.E.E. , per poter meglio evidenziare l’equità sociale del nuovo indicatore I.S.E.F.
Componenti nucleo famigliare ISEE ISEF
1____________1____ 1
2 __________0,57___ 1
3__________ 0,47__ 0,50___ 1 figlio
4 __________0,42 __0,50___ 2 figli
5 __________0,39___ 1____ 3 figli
6 __________0,35___ 1____ 4 figli
2 __________0,57___ 1
3__________ 0,47__ 0,50___ 1 figlio
4 __________0,42 __0,50___ 2 figli
5 __________0,39___ 1____ 3 figli
6 __________0,35___ 1____ 4 figli
I valori riportati nella tabella esprimono il valore di ogni componente familiare. Facciamo un esempio. Consideriamo una famiglia composta da 5 persone, con un reddito annuo pari a 36.000 euro. Con la scala di equivalenza I.S.E.E. il valore 36.000 sarà diviso per 2.85 (1 + 0.57 + 0.47 + 0.42 + 0.39), ottenendo 12631 mentre con la scala I.S.E.F, eseguendo lo stesso procedimento, si otterrà 9000. Questi risultati saranno poi utilizzati per individuare la fascia di appartenenza e la relativa retta mensile per la frequenza a tempo pieno. Si può ben notare che utilizzando gli stessi parametri, ma scale diverse, la famiglia del nostro esempio, con il calcolo I.S.E.F. si ritroverà quindi spostata in una fascia più bassa....
Sono previsti inoltre abbattimenti del 50% per il bambino disabile, del 40% per il secondo figlio frequentante il nido e del 100% per il terzo figlio, frequentante contemporaneamente agli altri due. Ulteriori agevolazioni saranno applicate in base al tipo di frequenza del bambino, a seconda che si tratti di tempo parziale, parziale prolungato o tempo prolungato e considerando le assenze effettuate. “Ogni componente è bene che sia riconosciuto come parte della famiglia – ha evidenziato l’assessore Fortino – Cerchiamo sempre di valorizzare, non di penalizzare i nuclei familiari. E’ proprio per questo che alla richiesta di introduzione dell’ I.S.E.E., abbiamo deciso di andare oltre e fare molto di più. E’ così che è nato l’I.S.E.F.”. Prendendo in considerazione i due asili nido comunali presenti sul territorio lecchese, sono 26 le famiglie, su 150 bambini totali, che continueranno a pagare oltre 500 euro fino a febbraio, solo 6 quelle comprese nella fascia minima e 13 quelle che dovranno versare 90 euro, poichè segnalate dal servizio minori per particolari situazioni familiari. Garantita flessibilità oraria, collaborazione tra pubblico e privato sociale, oltre alla presenza di personale durante la settimana natalizia, che da quest’anno sarà disponibile anche il giorno della vigilia senza gravare sui costi. “Un figlio in più deve essere visto come una grande ricchezza, per la famiglia e la collettività – ha concluso l’assessore Fortino - Ci auguriamo che questo primo modello assunto possa essere ripreso a livello nazionale e che sia solo il punto di partenza per altre proposte future alquanto produttive”. Clarissa Colasanti


