MEDICI CATTOLICI: NO A PILLOLA, BANALIZZAZIONE DELL'ABORTO
(DIRE) Roma, 31 lug. - L'Associazione medici cattolici italiani
(Amci) "non puo' non esprimere una dolorosa preoccupazione per la
decisione assunta dall'Aifa di autorizzare l'uso della RU486 per
la finalita' abortiva". E' quanto affermano in un comunicato
Vincenzo Saraceni, presidente nazionale Amci, e Franco
Balzaretti, segretario nazionale, a proposito della decisione
presa ieri dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che ha dato
il via libera all'utilizzazione della pillola abortiva entro la
settima settimana di gestazione. "Come medici- continua la nota-
le gravi riserve sono evidentemente sul piano della sicurezza per
le donne, perche' non si e' voluto tener conto dei numerosi
decessi e delle gravi complicazioni provocate dall'uso della
RU486, e che avrebbero dovuto indurre l'Aifa a maggiore cautela e
il Ministero a piu' approfondite verifiche". I medici cattolici,
poi, dichiarano di condividere le parole pronunciate da Monsignor
Sgreccia : "Rimango allibito dall'atteggiamento dell'Aifa, e
spero che ci sia un intervento da parte del Governo e dei
ministri competenti perche' la RU486 non e' un farmaco, ma un
veleno letale".
L'Amci sottolinea con forza la sua contrarieta' all'utilizzo
della pillola abortiva "perche' si introduce un processo di
banalizzazione dell'aborto che- si ricorda nella nota- e' stato
depenalizzato dalla legge 194, ma non riconosciuto come diritto".
In conclusione, l'Associazione dei medici cattolici invita a
"promuovere politiche di sostegno alla vita della famiglia, di
prevenzione dell'aborto e di educazione alla sessualita' invece
di introdurre un metodo abortivo che rischia di diventare uno
strumento contraccettivo", sostenendo che "deve rimanere fermo
che la legge 194 rimane un limite invalicabile e che ogni
modalita' di interruzione volontaria della gravidanza, al di
fuori delle regole previste dalla legge, rappresenterebbe un
grave reato da perseguire".


